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Chiesa di San Michele, Castelrotto.
Al confine linguistico fra le parlate tedesche e gli idiomi ladini...
questa chiesetta è citata già nel 1353 in alcuni documenti. forma gentile del campanile romanico rimanda al XIII secolo. Altrettanto antichi soni i muri della navata che, assieme al presbiterio, dopo il 1465 venne rimodellata in forme gotiche. La volta è del XVII secolo. All'interno si trovano tre altari: l'altar maggiore è dedicato a S. Michele e quelli laterali a S. Mattia apostolo e a S. Vito. Il quadro della "Madonna del Buon Consiglio" ricorda l'attività delle missioni al popolo tenute da padre Perhammer di Salisburgo. I dipinti del soffitto - a più mani - sono barocchi (XVIII secolo), mentre gli afreschi esterni parzialmente riportati alla luce - Adorazione dei Magi e S. Michele con la bilancia - risalgono alla prima metà del XV secolo.
C'erano una volta due piccoli ricci che percorevano prudenti la loro strada solitaria.
Un bel giorno uno dei due notò l'altro in mezzo a tanto traffico.
tornò svariate volte sul posto per vedere se riusciva a scorgerlo ancora una volta e magari a stringere amicizia con lui, ma... nulla!
Sarebbe stato carino avvicinarsi un'altra volta, ma ogni volta era già troppo tardi per incontrarsi.
La giovane e timida riccina non ci pensò più fino a che... un bel giorno...
un pomeriggio insospettabile, assolato e occupato da tanti tanti appuntamenti e pensieri svariati lo rivide laggiù, tutto occupato dalle faccende di ogni giorno al servizio della comunità e in un lampo decise di rivolgergli la parola!
Ah; qua sei! Come stai?
Che sfacciata, -pensò il riccio- ma che bel sorriso..!
E così cominciò la favola dei nostri ricci sposi... ... ...